Sanitari Consapevoli

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Lavare i piatti per lavare i piatti

Thich Nhat HanhTrent’anni fa, quando ero ancora un novizio alla Pagoda di Tu Hieu, lavare i piatti non era certo un compito gradevole. Durante la stagione del ritiro, quando tutti i monaci rientravano al monastero, due novizi dovevano cucinare e lavare i piatti per la comunità, che comprendeva a volte più di cento monaci. Non c’era detersivo. Solo cenere, pula di riso e fibra di cocco. Lavare quella montagna di scodelle era un lavoraccio, specialmente d’inverno quando l’acqua era fredda gelata. Inoltre, prima di cominciare a strofinare, bisognava mettere a scaldare un pentolone d’acqua. Oggi in cucina troviamo detersivo liquido, pagliette per le pentole e perfino acqua calda corrente che rende il tutto più gradevole. Adesso, lavare i piatti con piacere è più facile. Chiunque può lavarli in quattro e quattr’otto e poi mettersi seduto a bere una tazza di tè. Posso ammettere una lavatrice per la biancheria, anche se la mia roba la lavo a mano, ma la lavastoviglie mi pare francamente un pò troppo!

Quando si lavano i piatti bisognerebbe soltanto lavare i piatti; il che significa che mentre si lavano i piatti bisognerebbe essere pienamente consapevoli di stare lavando i piatti. A prima vista può sembrare un pò sciocco: perchè insistere tanto su una cosa così banale? Ma è proprio questo il punto.Il fatto di essere qui a lavare queste scodelle è una meravigliosa realtà. Sono pienamente me stesso, seguo il mio respiro, conscio della mia presenza e conscio dei miei pensieri e delle mie azioni. Nulla può sballottarmi qua e là a suo piacere come una bottiglia in balia delle onde.

Thich Nhat Hanh

“Il miracolo della presenza mentale” Come trasformare ogni atto della vita quotidiana, dal lavare i piatti al bere una tazza di tè, in un’esperienza gioiosa, totale e illuminante.

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