Sanitari Consapevoli

mindfulness, meditazione,tecniche di riduzione dello stress e operatori sanitari

Ogni maledetto turno

Manuale di sopravvivenza per operatori sanitari

di Ferdinando Gaeta

Ed: Homo Scrivens

Una figura femminile stilizzata, per metà è intenta a curare, per metà è intenta a curarsi, forse praticando una disciplina come lo yoga. Un equilibrio tra le due parti. Questo racconta, già a partire dalla geniale copertina di Ugo Ciaccio, il libro di Ferdinando Gaeta.

Perché la vita è un brivido che vola via

È tutto un equilibrio sopra la follia

Per dirla con le parole di Vasco.

E questo libro è proprio un gioco di equilibri, perché ci vuole molto equilibrio nella folle vita dell’operatore della sanità.

Un libro equilibrato e equilibrante, un po’ manuale di sopravvivenza, un po’ trattato di sociologia,  Racconta e analizza la quotidiana piccola odissea dell’operatore sanitario, sia esso infermiere o medico o tecnico, racconta le difficoltà e le insidie della vita dei professionisti chiamati a “prendersi cura di”.

Si parte da un assunto apparentemente ovvio, eppure totalmente disatteso dalle istituzioni: che per prendersi cura dell’altro è necessario stare bene, che un sistema sanitario abitato da operatori sereni sarà un sistema sanitario migliore. E allora ecco i suggerimenti dell’autore, suggerimenti che nascono dall’esperienza personale e dallo studio di tecniche e filosofie di grande interesse.

Ma ritorniamo al tema dell’equilibrio: trovare il nostro equilibrio interno per portarlo in ogni nostro maledetto turno. Il turnista, il più stressato di tutti gli operatori del sistema sanitario nazionale, è fragile e allo stesso tempo indispensabile, è esposto alle critiche di un’utenza piena di pretese, di ansie e di dolori.

La nascita e la morte, la guarigione e la prognosi infausta, la tragedia e la commedia, e Gaeta si fa anche lui equilibrista, per raccontare questi opposti, questo mondo non fantastico carico di contraddizioni, di necessità eluse e deluse, di sirene spiegate, di pause caffè, di aggressioni e ringraziamenti.

Ma non bisogna pensare che questo libro sia un moderno cahier de doléance dell’operatore della sanità. Anche qui l’equilibrio del libro è perfetto: si rivendicano i diritti e al contempo si ribadiscono i doveri, si propone un modello di intervento per prendersi cura di sé non solo per il nostro personale benessere, ma anche per quello di coloro di cui ci dobbiamo prendere cura. È un circolo virtuoso globale quello che si auspica, perché nessuna ingiustizia, nessuna carenza istituzionale ci autorizzi a venir meno ai nostri obblighi nei riguardi del malato, che resta sempre l’anello centrale e più debole di quella catena, certo arrugginita, certo pesante e opprimente, che è la sanità pubblica.

Ma il modello di lavoro in gruppo studiato, con relativa analisi sociologica e suggerimenti per viverlo con serenità, può essere riportato in realtà lavorative diverse, compresa anche la famiglia dove le tensioni e le incomprensioni sono sempre dietro l’angolo. Per questo Ogni maledetto turno è sì un libro dedicato a coloro che lavorano nel sistema sanitario nazionale, ma può essere interessante e utile a tutti coloro che vogliono migliorare non solo le loro condizioni di lavoro, ma anche la qualità della propria vita.

Per concludere c’è da dire che Ogni maledetto turno oltre ad essere un saggio in piena regola, profondo e illuminante, è al contempo un libro divertente (non perdetevi le note a piè pagina!) dove si ritrova l’ironica leggerezza dei racconti dello stesso autore, racchiusi ne Il colore del grano, una leggerezza che renderà più accettabile perfino il prossimo maledetto turno che sta per iniziare.

Rosalia Catapano

 

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