Sanitari Consapevoli

mindfulness, meditazione,tecniche di riduzione dello stress e operatori sanitari

Il 25% degli operatori sanitari è stressato

a rilevarlo è una ricerca della Fiaso, la  Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere che rappresenta, presso le istituzioni, la maggioranza delle Aziende pubbliche e degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico dislocati sul territorio nazionale. La ricerca, ha coinvolto 15 Aziende Sanitarie nell’ambito del progetto “Sviluppo e tutela del benessere e della salute organizzativa nelle Aziende Sanitarie”. Si è partiti da una serie di eventi sentinella del rischio di “stress da lavoro correlato”, e si è rilevato il livello di benessere psicologico all’interno  delle Aziende Sanitarie che poi, successivamente,  hanno attuato una serie di  azioni mirate a migliorare l’ambiente lavorativo sotto tutti gli aspetti: da quello motivazionale  a quello ambientale nonché a porre attenzione anche ai problemi sociali e familiari che non sempre riescono a restare fuori della porta quando si è in corsia. Il progetto realizzato nel biennio 2010-2011 e presentato a Roma il 29 marzo 2013 ha messo in luce dei risultati sorprendenti: dopo i programmi di riduzione dei fattori di stress messi in atto dalle Aziende,  la percentuale degli operatori sanitari stressati è scesa dal 25% al 10%. Un risultato incredibile se si considera che nell’UE la sindrome stress da lavoro correlato costa circa 20 miliardi di euro all’anno e rappresenta il 60% delle assenze per malattia. Un problema serio. L’Europa ha cercato di mettervi un freno stipulando nel 2008 uno specifico accordo tra imprese e parti sociali che in Italia ha fatto scattare dal 1° gennaio di quest’anno la lotta allo stress in tutti i luoghi di lavoro. 

Altro pregio della ricerca è stato quello di evidenziare quelli che sono le variabili positive che possono influire sul benessere organizzativo. In una scala da 1 a 5 ad influenzare positivamente lo stato di benessere sul lavoro sono valori legati alle capacità lavorative, come l’abilità (4,26), la capacità di utilizzare risorse proprie (4,20),  la chiarezza del proprio ruolo (3,95), la capacità di fronteggiare gli eventi avversi (3,92) e la soddisfazione lavorativa in genere (3,92) ma non meno importanti sono la condivisione degli obiettivi (3,77) e il senso di comunità (3,58).

Fattori di disagio lavorativo sono invece prima di tutto gli eccessivi carichi di lavoro (3,57), frutto della politica di quasi permanente blocco delle assunzioni in sanità, che inizia a lasciare il segno. Seguono poi i problemi di conciliazione lavoro-famiglia e i trasferimenti o cambi di mansione.

 Ma ridurre lo stress, è importante ricordarlo, fa bene anche ai pazienti. “In sanità – ha spiegato Giancarlo Sassoli, Coordinatore della ricerca e Direttore Generale della Asl 12 della Versilia – è comprovato che i sanitari sottoposti a maggior stress da lavoro correlato commettono anche più errori clinici”. 

 Ferdinando Gaeta

 

foto di Mercy Health                             vai alla pagina principale

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    Posted under: Stress da lavoro