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mindfulness, meditazione,tecniche di riduzione dello stress e operatori sanitari

Goccia dopo goccia

gocciaChe lo stress faccia male, è risaputo. Che grandi eventi traumatici come lutti, divorzi o licenziamenti possano fare ammalare, è addirittura intuitivo. Eppure anche piccole, insignificanti, fonti di stress, a cui spesso non diamo neanche peso, possono provocare gli stessi danni. Piccoli stress quotidiani come liti in famiglia, problemi sul posto di lavoro, dissapori con i colleghi, difficoltà economiche, possono, se prolungati nel tempo, fare ammalare.
Un pò come l’acqua che, goccia dopo goccia, fa un buco nella roccia. E’ quanto emerge da una ricerca pubblicata sulla rivista Psychological Science, uno studio condotto da Susan Charles della University of California ad Irvine. Dopo aver esaminato i dati relativi a 711 persone, uomini e donne, di età compresa fra i 25 e i 74 anni che volontariamente avevano deciso di partecipare al progetto Midlife Development in the United States project and the National Study of Daily Experiences (fonte ANSA), la ricercatrice   ha dimostrato che le reazioni emotive negative ai piccoli stress quotidiani, sommate l’una all’altra, predicono la probabilita’ di soffrire di disturbi mentali quali ansia e depressione dieci anni dopo. Un dato che fa pensare. Le nostre giornate sono piene di stress. Dal dentifricio finito alla ramanzina del capo, passando per il traffico e le bollette da pagare. La vita quotidiana può diventare un inferno, se non siamo attenti. Per questo, è importante imparare a conoscere, prevenire e a reagire nel modo corretto a queste piccole fonti di stress. Intervenire prima che si manifestino i sintomi e, soprattutto, prima che si instauri una condizione di cronicità. A volte basta davvero poco. Adottare uno stile di vita più salutare o mettere in pratica semplici regole dettate dal buon senso. In questo, un aiuto significativo ci può venire dalla mindfulness perchè, tra l’altro, ci abitua a guardare i piccoli eventi della vita in modo non giudicante, senza applicare ad essi nessuna etichetta. Un dentifricio che finisce è solo un tubetto vuoto. Nient’altro che questo. È difficile da mandar giù. Ma è così.

 di Ferdinando Gaeta

foto di bcfoto70
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