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mindfulness, meditazione,tecniche di riduzione dello stress e operatori sanitari

Quando il medico medita…

MBSR infermieraTutte le mattine praticano insieme la meditazione e poi cominciano il proprio lavoro. Non sono monaci o asceti dediti ad esercizi spirituali su sperdute montagne. Sono medici e infermieri dell’Ausl di Bologna. La chiamano “meditazione per il benessere organizzativo”. La meditazione, come hanno dimostrato importanti studi scientifici internazionali, non è utile solo a chi è ammalato ma anche, o forse soprattutto, a chi deve curare.
Ne è giustamente convinto il dottor Gioacchino Pagliaro, direttore dell’unita operativa di Psicologia Clinica Ospedaliera dell’Ausl di Bologna nonché docente di Psicologia Clinica all’Università di Padova. Tanto convinto da organizzare perfino weekend di full immersion in luoghi tranquilli, come monasteri e agriturismi, dove chirurghi, anestesisti, cardiologi, infermieri, tecnici apprendono una serie di tecniche meditative psico-corporee.  Tecniche meditative non finalizzate a obiettivi spirituali e religiosi ma a bloccare il lavorio mentale e a ricreare l’equilibrio interiore. Le stesse, ampiamente conosciute negli Stati Uniti e in Giappone, che il dottor Pagliaro  ha appreso in un percorso compiuto tredici anni fa con Pasang Arja, medico personale del Dalai Lama e direttore del Meen Tse Kang, la massima struttura sanitaria tibetana. I risultati sono eccezionali. Gli Operatori Sanitari ne ritornano letteralmente trasformati. Non a caso sono tanti a voler partecipare e le liste d’attesa sono lunghissime.  <<I corsi>>, spiega Pagliaro, <<prevedono una breve parte teorica su che cos’è lo stress e su come la tensione e l’ansia contribuiscono a cambiare il carattere delle persone. Quindi si sperimentano le tecniche psico-corporee per entrare in contatto con se stessi e discutere in gruppo quello che si è provato. Poi si apprendono pratiche di meditazione terapeutiche, studiate per la prima volta da Herbert Benson (cardiologo americano,  fondatore della Mind / Body Medical Institute al Massachusetts General Hospital di Boston),  tecniche finalizzate a trattare specifici disturbi come lo stress e il senso di stanchezza mentale>>.  Per questo dai corsi si torna entusiasti, con uno spirito più collaborativo e una buona dose di serenità che consente di vedere sotto un’altra luce il proprio rapporto con il lavoro, i colleghi e i pazienti. Una vera trasformazione che non passa inosservata ai colleghi rimasti “a casa” e sui quali inevitabilmente si riversa positivamente. Dopo la meditazione cambia perfino il viso, conclude Pagliaro, tra le cui pubblicazioni c’è anche un bellissimo “Mente, meditazione e benessere”. Sicuramente da leggere.

 

 

 Ferdinando Gaeta

 

 

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