Sanitari Consapevoli

mindfulness, meditazione,tecniche di riduzione dello stress e operatori sanitari

Lavorare in trincea

surgeryUn Operatore Sanitario che lavora in un settore di Emergenza è come un militare che sta al  fronte. E’ in prima linea. Medici e infermieri dell’area di emergenza-urgenza sono tra il personale sanitario più stressato. Per loro, un sovraccarico di lavoro è “normale amministrazione”. Per non parlare della pressione di pazienti e parenti, turni di guardia pesanti, paura di commettere errori e  rischio di denunce. Già del 2011 il disagio di questi lavoratori è stato l’argomento di una ricerca promossa da AcEMC, Academy of Emergency Medicine and Care, un’associazione scientifica interdisciplinare che riunisce medici con ogni specializzazione, altri professionisti e cultori di ogni nazionalità, che operano nell’ambito della medicina d’emergenza-urgenza. Da questa ricerca emerge che il 16,4% dei medici e il 20% degli infermieri di Pronto Soccorso soffre di stati d’ansia e va incontro a stress da lavoro correlato; l’8% di medici e infermieri fa ricorso più volte all’uso di psicofarmaci; il 12,7% dei medici e il 9,6% degli infermieri è soggetto a stati depressivi nel corso dell’attività lavorativa, oltre a riferire disturbi dell’apparato cardiocircolatorio, del sonno e del comportamento. Più del 60% degli infermieri considera il Pronto Soccorso la postazione di lavoro più faticosa e stressante mentre per il 96% degli infermieri la fatica mentale si manifesta già nelle prime quattro ore di servizio. Insomma, sono ben pochi quelli che si sentono come George Clooney nella famosa serie televisiva E.R., Medici in prima linea. Molti affrontano il proprio turno di lavoro con addosso anche un pò di paura, visti i numerosi episodi di violenza avvenuti un pò in tutta Italia. Solo nel 2005, gli infortuni definiti “aggressione” denunciati all’INAIL e accaduti nelle strutture ospedaliere sono stati 429, di cui 234 su infermieri e 195 su medici. Una situazione preoccupante, tanto che il Ministero della Salute ha emanato  nel novembre 2007 una “Raccomandazione per prevenire gli atti di violenza a danno degli Operatori Sanitari”. Dove per atto di violenza bisogna intendere come giustamente sottolinea il National Institute of Occupational Safety and Health (NIOSH) “ogni aggressione fisica, comportamento minaccioso o abuso verbale che si verifica nel posto di lavoro”.

Per un Operatore Sanitario in “prima linea”, ancora più che per altri, è dunque importante utilizzare tecniche o pratiche per la riduzione dello stress. Tra queste, a nostro avviso, la più  significativa è senza dubbio la mindfulness. Intendendo per mindfulness o  presenza mentale  la capacità di vivere il momento presente prestandovi pienamente attenzione. Essa, non solo aumenta la capacità di gestire lo stress ma può essere  considerata ”parte integrante della competenza professionale degli Operatori Sanitari”  in quanto aiuta a  promuovere efficaci decisioni cliniche e a ridurre gli errori medici. E’ oggi raccomandata da istituti internazionali come NICE (National Institute of Clinical Excellence) e in alcuni paesi (come l’Inghilterra) viene prescritta e insegnata nel Sistema Sanitario Nazionale.

di Ferdinando Gaeta

 

foto di National Institutes of Health Library .
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