Sanitari Consapevoli

mindfulness, meditazione,tecniche di riduzione dello stress e operatori sanitari

La vita è una catastrofe. Per un operatore sanitario, due

Nel suo libro “Vivere momento per momento” Jon Kabat-Zinn (l’inventore dell’MBSR, il programma per la riduzione dello stress basato sulla mindfulness) nel descrivere la condizione umana legata all’ineluttabilità della sofferenza cita una battuta tratta dal film Zorba il greco  del 1964. Il film diretto da   Michael Cacovannis è tratto dall’omonimo romanzo di  NIkos Kazantzakis dove l’indimenticabile  Anthony Quinn  veste i panni di un personaggio ottimista che sa sempre come superare le difficoltà del momento. Quando l’inglese (l’altro protagonista) si rivolge a Zorba e gli chiede: “Zorba, sei mai stato sposato?”, la risposta di Zorba è più o meno: “Non sono forse un uomo? Certo che sono stato sposato. Moglie, casa, figli, tutto quanto … l’intera catastrofe!”. Con questo Zorba non vuole dire che essere sposato o  avere dei figli sia una disgrazia. Al contrario. La sua risposta è un apprezzamento della ricchezza della vita con le sue grandi gioie insieme però all’inevitabilità dei dolori e delle tragedie. Ben sintetizza il concetto Kabatt-Zinn quando dice: “La via di Zorba consiste nel danzare nella tempesta di questa “catastrofe”, nel celebrare la vita, nel riderne e ridere di sè, anche di fronte al fallimento e alla sconfitta. In questo modo egli non è mai schiacciato dalle circostanze a lungo, non viene mai in ultima analisi sconfitto, né dal mondo né dalla sua propria non indifferente follia.” Alla lista di Zorba noi potremmo aggiungere milioni di cose: il mutuo, il lavoro, le bollette, l’IMU, le malattie, le ingiustizie, il traffico, la rabbia, il condominio, i genitori anziani, gli amanti, le amanti, i fidanzati, le fidanzate, la pioggia, ecc. ecc. Ogni essere umano ha la sua particolare catastrofe. Non ve ne sono due uguali. “Chi lavora in un ospedale non può fare a meno di esserne toccato nelle sue infinite variazioni. Ciascuno dei pazienti (e dei suoi familiari) porta con sé la propria versione personale della catastrofe, così come del resto, ciascuno di coloro che nell’ospedale ci lavorano”. Un medico, un infermiere, uno psicoterapeuta non sono indenni dalle cose della vita. Anche loro, come tutti, hanno diritto alla loro fetta di sofferenza. A differenza degli altri però, hanno un dovere in più: fare il possibile affinché questa sofferenza interferisca il meno possibile con il processo di guarigione dei pazienti. La mindfulness è lo strumento più idoneo per fare questo, per tendere verso la calma e l’efficienza anziché verso il suo contrario. Ci dà la possibilità di essere consapevoli dei momenti di stress quando si presentano e di “rispondere” ad essi con appropriate strategie di adattamento invece di “reagire automaticamente” secondo schemi precostituiti. Inoltre grazie alla sua visione della realtà “non giudicante”  e all’aumento considerevole dell’attenzione e della concentrazione che generalmente apporta, riduce enormemente gli errori clinici.

Ferdinando Gaeta

il 25% degli operatori sanitari è stressato

 vai alla pagina principale

 

Condividi questo articolo:

    Posted under: Mindfulness, Stress da lavoro

    Tagged as: , , ,